domenica 11 luglio 2010
ZERO Indagine sull'11 Settembre
IL GIORNO DI DIONISO (nome provvisorio) In anteprima al Milano Film Festival alcune sequenze del docufilm in corso di realizzazione, frutto della collaborazione tra Megachip, l'associazione dell'europarlamentare e giornalista Giulietto Chiesa, e da Telemaco, una casa di produzione indipendente romana, con la partecipazione di Dario Fo. Supportato da una rigorosa documentazione il film fa risaltare le incongruenze delle ricostruzioni ufficiali degli attentati che 5 anni fa sconvolsero il mondo. All'incontro, al Teatro delle Erbe di Milano, hanno partecipato Giulietto Chiesa, Claudio Fracassi e Dario Fo.
lunedì 1 febbraio 2010
Argentina - quello che è accaduto. Il fatto è che non è questione solo di mafia e corruzione ma anche di interessi bancari, signoraggio debito pubblico. E' quello che accadrà se non ci svegliamo tutti.
Un documentario sulla vicenda argentina e il collasso economico dovuto alla corruzione politica e il debito contratto col F.M.I., seppur lontana in termini di distanza kilometrica,la somiglianza: di percorso, di situazione socio-economica, di panorama politico, di uso e controllo dei mass-media e ve ne renderete conto guardando e riflettendo su ciò che vedrete: ci rende tremendamente vicini e simili.
domenica 27 dicembre 2009
Beppe Grillo - Spettacolo in RAI - 1993 (25 Novembre e 2 Dicembre)
Beppe Grillo - Spettacolo in RAI - 1993 (25 Novembre e 2 Dicembre)
1:59:54 - 3 anni fa
Recital messo in scena al Teatro Delle Vittorie di Roma nel quale rivolge la sua satira contro alcune storture della vita pubblica e delle grandi aziende del Paese, stigmatizzando diversi tipi di comportamenti a danno dei consumatori (come ad esempio le telefonate a tariffazione speciale e la pubblicità occulta); lo spettacolo fu teletrasmesso e registrò un record di audience con oltre 16 milioni di telespettatori.
Beppe Grillo - Time Out - Roma - 2000.avi
Beppe Grillo - Time Out - Roma - 2000.avi
2:07:32 - 3 anni fa
Spettacolo Girato A Roma, precisamente al Palalottomatica, nel 2000: tratto dal Tour "TIME OUT"
sabato 12 dicembre 2009
sabato 7 novembre 2009
sabato 3 ottobre 2009
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero (Pier Paolo Pasolini)
Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so (Roberto Saviano)
Io so che insegnare significa provare a raccontare il nostro Paese, ascoltare i giovani e non considerarli già morti, assaporarli e non gettarli nella pattumiera (Luigi)
Io so perché tutti fanno finta di non sapere (Aurora)
Io so che Aristotele affermava che “l’uomo è un animale sociale”, ma io so che di sociale non ci è rimasto molto (Roberta)
Io so che nulla si è, tutto si diventa (Guendalina)
Io so che ci vuole troppa forza per avere fiducia, per credere, per sperare in un domani migliore (Federica)
Io so che la nostra società è ingiusta, in essa prevale la legge del più forte (Giovanna)
Io so di avere il diritto di pensare il mio futuro (Enrica)
Io so che, a volte, un sorriso non può servire a nulla quando gli uomini sono ridotti a bestie (Silvietta)
Io so che nella società in cui sono costretta a vivere non esistono più valori (Michela)
Io so che la terra che calpesto continuamente è bagnata del sangue di tanti innocenti che l'hanno amata(Maddalena)
Io so che l'omertà uccide le idee dei giusti (Gloria)
Io so che il cuore dei siciliani è gentile ma con la mentalità mafiosa è diventato un cuore omertoso (Elisa) DANIELE HELLEUX
venerdì 2 ottobre 2009
venerdì 25 settembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
LA MAFIA A COLORI
Documento approvato dal Consiglio Comunale straordinario
del 19.07.2009 in commemorazione della strage di Via D'Amelio
ROSSO: perchè ti entra nel sangue e di essa si muore.
In Italia ha creato migliaia di vittime.
NERA: perchèè è come una peste nera, infetta e distrugge
ogni vita umana. LItalia ha visto stragi e vittime, lo Stato
colluso con la mafia, la scomparsa di molti eroi e la morte
di tanti innocenti. Sicilia mia,sei una terra bellissima ma mal
coltivata,perché rappresentata da queste bestie.
BIANCA: perché misteriosa, trasparente e priva di verità.
Perché la vera mafia è anche la politica, sono alcuni ministri,
imprenditori ed altre cariche importanti della società.
BLU: come il mare su cui commerciano i mafiosi, su cui
vengono trasportate le sostanze stupefacenti.
MARRONE: perché come dice Peppino Impastato
la mafia è una montagna di merda
GRIGIA: come la coscienza di ogni mafioso che ha un cuore omertoso
BLU NOTTE: come la divisa di un grande generale italiano,
caduto per mano da questi delinquenti.Il cui il suo nome è
Carlo Alberto dalla Chiesa fu un grande eroe e sosteneva i valori siciliani.
GIALLA: Perchè ci sono tante verità nascoste dallo Stato,
noi tutti non sappiamo chi sono gli assassini, faccio una
domanda, chi sono i mandanti di questi omicidi di mafia?
Lo Stato e il mafioso hanno troppo in comune,
la politica italiana è un mistero.
ARANCIONE: la giornata è un segmento perché inizia con
lalba e finisce con il tramonto, questo dimostra che la mafia
ha un inizio ed una fine, speriamo che saremo noi a demolire
questa criminalità organizzata, con le nostre idee, con la capacità
di scelta e di lottare fino in fondo, per difendere e far risplendere
la nostra Sicilia che merita di essere amata.
VIOLA: come il colore della stola del prete che predicava al
funerale di Dalla Chiesa e diceva: Oggi Palermo è Sagunto,
Roma ci ha abbandonato e siamo in preda a questi assassini.
E vero, perchè tutti coloro che hanno lottato contro la mafia,
sono stati lasciati nelle mani da queste bestie. Grazie a Falcone
e Borsellino, anche loro vittime di mafia,hanno avuto il coraggio
di intervenire distruggendo i 2/3 dei mafiosi. Se lo Stato ci
avesse aiutato,la mafia sarebbe stata sconfitta da molto tempo.
Noi viviamo a Palermo, Napoli, Catanzaro,Bari e per colpa di
voi mafiosi siamo come Beirut e Bagdad, città distrutte,
in cui prevale la legge del più forte.
VERDE: il colore più significativo della nostra bandiera italiana,
che indica la speranza di essere liberi in una nazione vivente.
Noi siamo consapevoli che la nostra patria ha un valore, che
noi renderemo omaggio alla nostra storia fatti da uomini come
Garibaldi, Cavour il tessitore, Mazzini, Pisacane
"eroe con i suoi 300" e dei partigiani contro il nazi-fascismo.
Noi siamo fieri di essere italiani e siamo più forti di ogni
organizzazione malavitosa.
di Daniele Helleux "Osservatorio per lo sviluppo e la legalità" Borgetto
sabato 8 agosto 2009
giovedì 30 luglio 2009
martedì 21 luglio 2009
domenica 19 luglio 2009
Questo video è dedicato a Paolo Borsellino,vero eroe come Falcone. Tratto dal film "Paolo Borsellino". Inseriamo questo video notando che oggi,con il film "Il capo dei capi" dedicato a Riina,molti giovani scoprono erroneamente il boss come un eroe da imitare, quando i veri eroi furono proprio Borsellino e Falcone. Il film,per altro fatto bene,involontariamente però umanizza Totò Riina,rendendolo più vicino alla gente comune e incoronandolo mito. Ma i giovani purtroppo non hanno colpa,è la TV che li sta diseducando...
mercoledì 15 luglio 2009
Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - "Mio fratello era stato sicuramente informato dagli organi istituzionali della trattativa in corso tra mafia e Stato, perche' erano in mano sua le indagini sull'assassinio di Falcone e sulla mafia in Sicilia. Non poteva non esserne informato". Cosi' a '24 Mattino' su Radio 24 Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992 in via D'Amelio commenta le nuove rivelazioni sul patto tra Stato e mafia fatte da Massimo Ciancimino. "Sostengo dal 1997 - ha aggiunto Borsellino - che il motivo dell'accelerazione della eliminazione di Paolo sia stato il fatto che lui si era messo di traverso rispetto a questa trattativa nel momento in cui ne fu informato, e questo avvenne al ministero dell'Interno il primo luglio 1992. A quel punto era necessario, per poter continuare a condurre la trattativa, eliminare l'ostacolo principale, Paolo Borsellino, ed eliminarlo in fretta". Ciancimino jr. ha detto che una copia del famoso 'papello' era nella cassaforte di casa sua a Mondello ma i Carabinieri durante una perquisizione evitarono di controllare: "C'e' da chiedersi il perche' non sia stata aperta quella cassaforte - ha detto Borsellino - Credo che sia lo stesso motivo per cui dopo l'arresto di Riina e' stato lasciato incustodito il suo rifugio, finche' squadre della criminalita' organizzata hanno potuto ripulire la casa e prelevare la cassaforte, nella quale c'erano cose che non dovevano venire fuori. Ciancimino non e' un pentito - ha detto Borsellino - ma uno che vuole salvare il salvabile, quel famoso tesoro del padre di cui evidentemente gli hanno sequestrato solo una minima parte. Ora ha scelto di collaborare e sta dando un validissimo contributo, ma per patteggiare la sua impunita'".
(Rre/Col/Adnkronos) 15-LUG-09 13:20 NNNN
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